il diritto di recesso nelle vendite a distanza può arrivare anche a 90 giorni

Quando acquistiamo un prodotto a distanza, tramite contatto telefonico o via internet, abbiamo una valutazione solo percettiva dell’oggetto che compriamo.

Possiamo non capire bene la descrizione al telefono, o le foto via internet possono ingannarci sulle dimensioni effettive o sui colori, oppure non spiegare bene le caratteristiche dell’oggetto.

Per questo, nell’interesse sia del cliente sia della diffusione del commercio a distanza, il nuovo codice del consumo regola, con gli articoli dal 45 al 68, i contratti conclusi al di fuori degli esercizi commerciali (o per strada o in alberghi o su autobus) e i contratti stipulati a distanza offrendo ulteriori garanzie all’acquirente, soprattutto per quanto riguarda il diritto di recesso.

Alcune nozioni fondamentali:

1 –cosa è il contratto a distanza

articolo 50

1. Ai fini della presente sezione si intende per:

a) contratto a distanza: il contratto avente per oggetto beni o servizi stipulato tra un professionista e un consumatore nell’ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal professionista che, per tale contratto, impiega esclusivamente una o più tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso;

2 – come si esercita il diritto di recesso

articolo 64

1. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall’articolo 65, commi 3, 4 e 5.

2. Il diritto di recesso si esercita con l’invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si intende spedita in tempo utile se consegnata all’ufficio postale accettante entro i termini previsti dal codice o dal contratto, ove diversi. L’avviso di ricevimento non e’, comunque, condizione essenziale per provare l’esercizio del diritto di recesso.

3. Qualora espressamente previsto nell’offerta o nell’informazione concernente il diritto di recesso, in luogo di una specifica comunicazione e’ sufficiente la restituzione, entro il termine di cui al comma 1, della merce ricevuta.






Ma il contratto a distanza ha regole precise, specialmente per quanto riguarda le informazioni da dare al cliente. Se le informazioni non sono date, sono parziali o sono errate, i tempi per esercitare il diritto di recesso, restituire gli acquisti e avere il rimborso integrale di quanto si è speso si allungano notevolmente.

Infatti l’articolo 65, comma 3, prevede:

3. Nel caso in cui il professionista non abbia soddisfatto, per i contratti o le proposte contrattuali negoziati fuori dei locali commerciali gli obblighi di informazione di cui all’articolo 47, ovvero, per i contratti a distanza, gli obblighi di informazione di cui agli articoli 52, comma 1, lettere f) e g), e 53, il termine per l’esercizio del diritto di recesso e’, rispettivamente, di sessanta o di novanta giorni e decorre, per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore, per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto.

Quindi il diritto di recesso si può esercitare entro 60 giorni se il consumatore non ha ricevuto le seguenti informazioni:

articolo 52 comma 1 lettere F9 e g)

f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso, ai sensi dell’articolo 55, comma 2;

g) modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso;

C’è tempo 3 mesi, o meglio 90 giorni dal ricevimento del bene per il diritto di recesso nel caso in cui il cliente non riceve per scritto le dovute informazioni sul contratto stipulato. Non solo la lettera F) e g) appena viste, ma tutte le informazioni e cioè:

1. In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti informazioni:

a) identità del professionista e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l’indirizzo del professionista;

b) caratteristiche essenziali del bene o del servizio;

c) prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse e le imposte;

d) spese di consegna;

e) modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto;

f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso, ai sensi dell’articolo 55, comma 2;

g) modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso;

h) costo dell’utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza, quando e’ calcolato su una base diversa dalla tariffa di base;

i) durata della validità dell’offerta e del prezzo;

l) durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica.




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Il seguente articolo disciplina tutte le informazioni che devono essere rilasciate in forma scritta:

Art. 53.(Conferma scritta delle informazioni)

1. Il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o, a sua scelta, su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile, di tutte le informazioni previste dall’articolo 52, comma 1, prima od al momento della esecuzione del contratto. Entro tale momento e nelle stesse forme devono comunque essere fornite al consumatore anche le seguenti informazioni:

a) un’informazione sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto di recesso, ai sensi della sezione IV del presente capo, inclusi i casi di cui all’articolo 65, comma 3;

b) l’indirizzo geografico della sede del professionista a cui il consumatore può presentare reclami;

c) le informazioni sui servizi di assistenza e sulle garanzie commerciali esistenti;

d) le condizioni di recesso dal contratto in caso di durata indeterminata o superiore ad un anno.

2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai servizi la cui esecuzione e’ effettuata mediante una tecnica di comunicazione a distanza, qualora i detti servizi siano forniti in un’unica soluzione e siano fatturati dall’operatore della tecnica di comunicazione. Anche in tale caso il consumatore deve poter disporre dell’indirizzo geografico della sede del professionista cui poter presentare reclami.

Anche il consumatore comunque ha i suoi doveri per esercitare il diritto di recesso (o diritto di ripensamento):

Infatti il bene deve essere restituito, a spese del consumatore, in normale stato di conservazione (ovvero, deve essere custodito e adoperato con cura) nella modalita’ e nei tempi previsti dal contratto.

Qualora sia stato effettuato un pagamento, il rimborso al consumatore deve avvenire gratuitamente entro 30 giorni dalla data in cui il venditore e’ stato informato del recesso.

Le disposizioni per il diritto di recesso appena viste si applicano ai contratti a distanza, esclusi i contratti:

a) relativi ai servizi finanziari, un elenco indicativo dei quali e’ riportato nell’allegato I;

b) conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;

c) conclusi con gli operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici;

d) relativi alla costruzione e alla vendita o ad altri diritti relativi a beni immobili, con esclusione della locazione;

e) conclusi in occasione di una vendita all’asta.



il diritto di recesso nelle vendite a distanza può arrivare anche a 90 giorni ultima modifica: 2012-09-29T22:28:16+00:00 da admin-Salvatore

6 thoughts on “il diritto di recesso nelle vendite a distanza può arrivare anche a 90 giorni

  1. Buongiorno giorni fa ho stipulato un contratto telefonico con h3g. Volevo recedere da questo contratto. I fogli esplicativi inerenti al contratto stesso non mi sono ancora arrivati posso rifiutare il pacco con la documentazione e quindi non firmare il contratto? GRAZIE MILLE

  2. Il sottoscritto è stato vittima di raggiro e condotta fraudolenta da parte del centralino di tele-selling e/o di TIM.

    Essendo stato contatto da un call center esterno e in subito dopo dal call center ufficiale TIM a fine Marzo 2018 ed essendomi stata proposta una TARIFFA valida X SEMPRE con la quale non avrei pagato lo scatto alla risposta ma solo un fisso di circa 32.23€ comprendente internet fibra, chiamate illimitate SENZA scatto allo risposta (cellulari e fissi) e modem incluso, mi ritrovo adesso in una situazione ben diversa.

    Qualche giorno dopo chiamavo per scrupolol’ 187, riguardo al suddetto importo, e al tecnico TIM che mi confermavano quanto da me riferito.

    Tuttavia ricevo a Maggio u.s. una bolletta spropositata di oltre 75€ e mi accorgo che:
    – Mi vengono addebitati gli scatti alla risposta per le chiamate
    – Mi vengono richieste le rate del modem (a parte e non incluse nell’offerta come invece fatto intendere telefonicamente).
    – Tra l’altro, il servizio TIM vision è compreso nell’offerta e non può essere eventualmente eliminato con sconto ulteriore di oltre 3.99 come invece promessomi in maniera fraudolenta dalla prima centralinista che mi aveva contattato.
    – Sebbene la centralinista del TELE-selling mi avesse proposto il TIM HUB gratuito, in realtà non è così e mi ritrovo a pagare le rate.

    In tutte tali circostanza (ripetita iuvant) sebbene numerose siano state le mie richieste, non mi veniva nemmeno, pur se promesso da diversi centralinisti, fornita alcuna copia del contratto, né tutte le registrazioni telefoniche (teleselling e TIM).
    Ho già aperto un reclamo un paio di giorni fa e ricevero’ a breve risposta; nel frattempo sto procedendo a contattare la camera di conciliazione e l’associazione dei consumatori in quanto vittima di inesattezze di comunicazione/errori e modus agendi fraudolento.

    Dalla prima fattura non saranno passati oltre i 60 gg, non messa nemmeno a norma dall’invio del contratto cartaceo, ritengo quindi di poter godere del diritto di ripensamento e disdire entro e non oltre i 90 gg,

    Inoltre nel mio specifico caso si tratta di vessazione (modem concordato in comodato d’uso gratuito e poi proposto in vendita a rate in fattura).

    1. Purtroppo nelle offerte TIM il modem era a pagamento (da giugno con fibra non più, ma ti fanno pagare una assistenza obbligatoria con canone mensile aggiuntivo) e l’offerta senza scatto alla risposta costa di più, quasi 40 euro al mese. Lo avresti potuto verificare sulla pagina TIM.IT. Purtroppo al telefono ti raccontano di tutto. MAI MAI MAI accettare le offerte telefoniche.

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